Autunno a Villa Pisani

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Oltre al bellissimo labrinto verde, Villa Pisani è uno splendido esempio di giardino all’italiana e passeggiarci in una soleggiata giornata d’autunno è una vera gioia!  Pensavo di passarci un’ora o poco più ed invece mi sono trovata catapultata in un passato solo letto nei libri ma che in questo giardino si respira ancora in tutto il suo fascino e la sua atmosfera.

Il giardino ci offre due visioni del mondo diverse: Settecento a destra della villa ed Ottocento a sinistra… un vero viaggio attraverso due secoli con visioni del mondo diverse, con sentimenti ed ideali diversi che si mescolano nell’animo umano.

Ad ovest  troviamo una zona boscosa più selvaggia con grandi sentieri che sfociano in grandiose entrate secondarie e sentieri più piccoli per perdersi in passeggiate meditative, con scorci e vedute tipiche dei giardini romantici dell’ Ottocento.

All’interno di questi percorsi appaiono all’improvviso tra gli alberi, come piccoli tesori,  un piccolo gazebo decorato, dove si immaginano uomini e donne romantici a leggere e parlare, ed una collinetta artificiale usata come ghiacciaia per gli aristocratici ottocenteschi, attorniata da piccoli sentieri e da statue simboliche.

La zona ad est  invece è più organizzata. Ci troviamo una Orangerie davvero notevole: in passato una vera miniera di agrumi commercializzati in tutta Europa ed ora una spendida raccolta di piante rare.

Sempre in quest’area troneggiano una settecentesca esedra-belvedere ed una sofisticata Coffee House che, sopra una collinetta con funzione di ghiacciaia, consente una meravigliosa vista di tutto il parco filtrato da grandi vetrate.

All’interno del parco c’è anche un piccolo ma grazioso caffè che invita a sedersi ed assaporare tanta bellezza.

Da visitare!!!

Un frutteto in giardino

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Il giardino è il luogo dove la nostra anima può vagare libera, al di fuori dalle regole moderne che ci imprigionano ed incastrano con sottili catene. E’ quella parte della casa dove la natura prende il sopravvento, costringendo il nostro senso dell’ordine a scendere a compromessi con il mondo naturale.

E per rendere straordinario il nostro giardino, per far sì che le leggi del mondo moderno non entrino nel nostro “luogo”, penso che un buon inizio sia trovare uno spazio per alberi di frutti antichi. Circondaldoli poi di fiori, erbacee e cespugli ben studiati.

Ma una delle preoccupazioni frequenti delle persone cui propongo gli alberi da frutto è che siano troppo “delicati”, ed in effetti gli alberi da frutto lo sono: hanno bisogno di più acqua, di trattamenti preventivi o curativi, potatura nei primi anni… tuttavia esistono molte varietà di frutti antichi e poco conosciuti più resistenti alle malattie rispetto alle cultivar moderne che richiedono meno trattamenti fitosanitari.

Scegliendole tra quelle del territorio troveremo alberi resistenti al freddo, ai funghi e insetti tipici della zona. Come sempre la scelta delle specie autoctone ci garantirà i migliori risultati oltre a contribuire ad un aumento della biodiversità, tema che sempre più ci riguarda da vicino.

Non solo ma la selezione fatta nei secoli dai contadini del territorio ha creato frutti profumatissimi e dalle proprietà nutritive molto superiori ai frutti selezionati per la produzione massiva.

Certo non avremo la classica mela perfetta che troviamo dal fruttivendolo, potrebbe essere un pò schiacciata o butterata, ma potremo mangiare un frutto sano proveniente dal nostro giardino. A caccia dunque di quei vivai che con passione si sono dedicati al Melo Astrakan rosso o al Pero Curato o all’Abicocco Boccuccia…

Rotonde che passione!