Qualche ispirazione da houzz!

Houzz – Giardino dark

Capelvenere

 

Ieri, in una delle mie passeggiate in vivaio, il mio bimbo si è innamorato di questa piccola felce al punto tale che, nonostante i suoi cinque anni, ho dovuto comprargliene una sollecitata dalla sua azzardata promessa di curarla da solo… staremo a vedere!!

D’altronde come non dargli ragione! Le sue piccole e delicate foglioline che ricordano proprio dei lunghi e soffici capelli, incantano per la leggerezza e la forma particolare.

Il nome latino di questa piccola felce è Adiantum capillus-veneris, delicata e preziosa pianta, che non supera i 25-35 centimetri di altezza, utilizzata soprattutto da interno ma il suo habitat ideale sono i sottoboschi di zone a clima temperato, vicino a corsi d’acqua, torrenti e piccoli fiumi, intorno a grotte o zone ombreggiate.

Tenendola in casa procuriamole un luogo con temperature miti, ombra luminosa e costante umidità per garantirle le condizioni ottimali di vita originaria.

Se la colorazione delle foglie si modifica attenzione alla luminosità a cui è esposta: se le foglie sono quasi giallastre la luce è eccessiva, se si scuriscono molto la luce è troppo poca.

Io (ed il mio bimbo) l’abbiamo utilizzata abbinandola alla stella di natale, visto il periodo, ma anche a fianco di un’orchidea è perfetta!

Un parco segreto!

Che sorpresa passeggiando per Vittorio Veneto: cittadina del trevigiano che non avevo mai visitato e che quest’autunno, quasi per caso, mi sono trovata a gustare, immersa nei colori tra il rosso ed il giallo.
Curiosando qua e là ci siamo trovati di fronte ad una insegna misteriosa…”il parco segreto”
Entrati, abbiamo trovato un piccolo angolo di paradiso con giochi originali per i bimbi e angoli di riflessione per i grandi. Incastrato tra le colline intorno a Vittorio Veneto  ed un giardino di rose in piena fioritura, il parco induce a sedersi, guardarsi intorno e pensare che la natura e’ una vera meraviglia!

Autunno a Villa Pisani

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Oltre al bellissimo labrinto verde, Villa Pisani è uno splendido esempio di giardino all’italiana e passeggiarci in una soleggiata giornata d’autunno è una vera gioia!  Pensavo di passarci un’ora o poco più ed invece mi sono trovata catapultata in un passato solo letto nei libri ma che in questo giardino si respira ancora in tutto il suo fascino e la sua atmosfera.

Il giardino ci offre due visioni del mondo diverse: Settecento a destra della villa ed Ottocento a sinistra… un vero viaggio attraverso due secoli con visioni del mondo diverse, con sentimenti ed ideali diversi che si mescolano nell’animo umano.

Ad ovest  troviamo una zona boscosa più selvaggia con grandi sentieri che sfociano in grandiose entrate secondarie e sentieri più piccoli per perdersi in passeggiate meditative, con scorci e vedute tipiche dei giardini romantici dell’ Ottocento.

All’interno di questi percorsi appaiono all’improvviso tra gli alberi, come piccoli tesori,  un piccolo gazebo decorato, dove si immaginano uomini e donne romantici a leggere e parlare, ed una collinetta artificiale usata come ghiacciaia per gli aristocratici ottocenteschi, attorniata da piccoli sentieri e da statue simboliche.

La zona ad est  invece è più organizzata. Ci troviamo una Orangerie davvero notevole: in passato una vera miniera di agrumi commercializzati in tutta Europa ed ora una spendida raccolta di piante rare.

Sempre in quest’area troneggiano una settecentesca esedra-belvedere ed una sofisticata Coffee House che, sopra una collinetta con funzione di ghiacciaia, consente una meravigliosa vista di tutto il parco filtrato da grandi vetrate.

All’interno del parco c’è anche un piccolo ma grazioso caffè che invita a sedersi ed assaporare tanta bellezza.

Da visitare!!!

Un frutteto in giardino

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Il giardino è il luogo dove la nostra anima può vagare libera, al di fuori dalle regole moderne che ci imprigionano ed incastrano con sottili catene. E’ quella parte della casa dove la natura prende il sopravvento, costringendo il nostro senso dell’ordine a scendere a compromessi con il mondo naturale.

E per rendere straordinario il nostro giardino, per far sì che le leggi del mondo moderno non entrino nel nostro “luogo”, penso che un buon inizio sia trovare uno spazio per alberi di frutti antichi. Circondaldoli poi di fiori, erbacee e cespugli ben studiati.

Ma una delle preoccupazioni frequenti delle persone cui propongo gli alberi da frutto è che siano troppo “delicati”, ed in effetti gli alberi da frutto lo sono: hanno bisogno di più acqua, di trattamenti preventivi o curativi, potatura nei primi anni… tuttavia esistono molte varietà di frutti antichi e poco conosciuti più resistenti alle malattie rispetto alle cultivar moderne che richiedono meno trattamenti fitosanitari.

Scegliendole tra quelle del territorio troveremo alberi resistenti al freddo, ai funghi e insetti tipici della zona. Come sempre la scelta delle specie autoctone ci garantirà i migliori risultati oltre a contribuire ad un aumento della biodiversità, tema che sempre più ci riguarda da vicino.

Non solo ma la selezione fatta nei secoli dai contadini del territorio ha creato frutti profumatissimi e dalle proprietà nutritive molto superiori ai frutti selezionati per la produzione massiva.

Certo non avremo la classica mela perfetta che troviamo dal fruttivendolo, potrebbe essere un pò schiacciata o butterata, ma potremo mangiare un frutto sano proveniente dal nostro giardino. A caccia dunque di quei vivai che con passione si sono dedicati al Melo Astrakan rosso o al Pero Curato o all’Abicocco Boccuccia…

Piccoli alberi

Inserire un albero nel proprio giardino è sempre una scelta importante!

Se poi il giardino è piccolo ed abbiamo una aiuola tra la pavimentazione dove sistemarlo, una scelta consapevole è fondamentale per non incorrere nell’abbattimento appena l’albero si sviluppa un pò.

Fondamentale è scegliere un albero di piccole dimensioni (III o IV grandezza) e con un apparato radicale non troppo invasivo.

La decisione di partenza dovrebbe consistere nel decidere se l’albero dovrà essere deciduo o sempreverde: nella veduta del giardino e nella gestione dello spazio verde le due tipologie cambiano molto le cose. Gli alberi sempreverdi coprono, nascondono, filtrano tutto l’anno; gli alberi decidui hanno questa funzione dalla primavera al primo autunno, poi la loro bellezza sta nei rami, nella sensazione dello trascorrere del tempo che danno… insomma la questione è molto soggettiva!

Tra gli alberi decidui la scelta è molto ampia: l’Acer palmatum rosso che per i miei gusti è però troppo poco “naturale”, altra idea divertente è la Catalpa nana, con grandi foglie e lunghi frutti.

Ma uno dei miei alberi preferiti, anche nelle sue varietà più grandi, è il Carpino, albero autoctono delle nostre zone spesso utilizzato come siepe nelle ville venete. Per farlo stare bene in uno spazio piccolo si potrebbe utilizzare il Carpinus betulus fastigiata con un portamento colonnare che con gli anni tende ad allargarsi oppure la varietà Lucas, varietà di sviluppo contenuto e colonnare il cui vantaggio rispetto al precedente è il fatto di trattenere le foglie d’inverno. Entrambi hanno tutte  le caratteristiche positive della specie: rustica, frugale, adattabile alla maggior parte dei terreni, quasi immune da malattie importanti e facile nel trapianto.

Non solo! Altro aspetto importante è la capacità di sopportare le potature che consente a chi desidera un giardino più formale, di dargli una forma precisa.

Ortensie: piccole nuvole di fiori

Ho deciso di condividere qualche pensiero sulle ortensie dopo aver accarezzato l’ortensia Annabelle che vedete tra queste foto: sembra una nuvola di fiorellini bianchi fragilissimi e delicati. In realtà l’arbusto di ortensia è più forte di quel che sembra, anche se necessita di molta acqua e di un posto non troppo soleggiato per dare il meglio di sè.

Basterà un muro a nord della casa o uno spazio sotto un albero e questi splendidi fiori riempiranno di colore il vostro angolo di paradiso.

Il colore dipenderà dal tipo di terreno che gli sarà dato: con fosforo per il rosa, con alluminio per il blu e così via.

Ma anche la forma del fiore e della foglia potranno essere scelti tra molte tipologie alcune con colori autunnali davvero magnifici.

Cortecce!!!!

La corteccia è una parte molto caratterizzante dell’albero. Adoro guardare la corteccia di un albero, toccarla e cercare di indovinare il nome del suo proprietario.

In un giardino la scelta dell’albero che prenderà posto nello spazio è fondamentale: cambierà il carattere del giardino!

La sua corteccia sarà un compagno quotidiano che con la sua presenza ci darà piacere o fastidio a seconda della scelta che avremo compiuto.

Dicono che abbracciare un albero faccia bene: ne sono convinta e quando trovo un albero la cui corteccia mi piace particolarmente, mi fermo e lo abbraccio.

Provate!

L’orto

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Gli orti possono avere le più diverse dimensioni e collocazioni: da alcuni vasi sul balcone o su un terrazzo fino a veri e propri spazi recintati nel proprio giardino.

Un’attenta analisi dello spazio a disposizione e un progetto accurato portano a una buona riuscita dell’orto.

Importanti elementi sono la valutazione sull’orientamento, l’analisi del suolo a disposizione, un’attenta progettazione dei percorsi di accesso, ma l’aggiunta di bordure o spazi per i fiori, pergolati, muretti e altri accorgimenti rendono l’orto un elemento decorativo oltre che produttivo.

Alla concreta risorsa del poter produrre verdure secondi i propri criteri e le proprie esigenze, la cura di un orto aggiunge i benefici dovuti al recupero del rapporto con la natura, all’esercizio fisico, al recupero dell’economia locale.

Sempre più importanza è data alla Horticultural Therapy che favorendo il rilassamento mentale, stimola tatto, olfatto e vista, allentando lo stress e portando la mente a una modalità quasi meditativa. Seguire i ritmi stagionali delle piante, riprendere contatto con la terra porta a un benessere notevole, abbellire un giardino sollecita creatività e immaginazione rafforzando fiducia ed autostima. Tali benefici uniti al vantaggio del miglioramento estetico porta molti comuni a introdurre il sistema degli orti urbani nei propri parchi ritenendolo, oltre che un abbattimento dei costi di manutenzione del verde, un vantaggio sociale a tutti i livelli.